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Varanasi, ai confini della vita

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Nell'acqua del Gange si im­mergono i cadaveri prima di bruciarli, nell'acqua del Gange si buttano, non bruciati, ma sistemati tra due lastroni di pietra, i santoni, i vaiolosi e i lebbrosi, nell'acqua del Gange galleggiano tutti i rifiuti e le carogne di una città che praticamente è un lazzaretto, perché la gente ci viene a morire. Ebbene, in quest'acqua, si vedono centinaia di persone che si lavano accuratamente, tuffandosi beate, restandovi immerse fino alla cinta, a sciacquarsi mille volte, a lavarsi la bocca e i denti: il tut­to accompagnato da gesti meccanici e nevrotici, fatti con molta naturalezza quasi con trasanda­tezza, come sempre nei riti indiani.…………… 

Pier Paolo Pasolini
“L’odore dell’India”

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