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ISLANDA: TERRA DI GHIACCIO E FUOCO
(da Rognoni Roberto, "Islanda: terra di ghiaccio e fuoco", in Tutti fotografi, marzo 2002. Pubblicato anche in Fotoit, marzo 2003. Versione PDF)

Per comprendere le ragioni dell’attrazione fatale dell’Islanda sui fotografi di tutto il mondo bisogna evidenziare alcuni elementi geografici di quest’isola, unica al mondo. Per dimensione è la seconda isola d’Europa, con una superficie di 103.000 kmq, paragonabile all’Italia settentrionale.

 

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La popolazione è di 275.000 persone (dic. 1993), delle quali il 60% risiede nella capitale Reykjavik; e già questo dato è significativo a delineare il soggetto fotografico.
Ma non basta: la sua superficie è occupata per l’11% da ghiacciai (circa 11.000 kmq) con altitudini massime di circa 2.100 m. L’isola si trova a 250 km dalla Groenlandia e la sua parte settentrionale tocca il Circolo Polare Artico e a questo punto sembra proprio appropriato il suo nome “Iceland”

Ma la deduzione è troppo semplice, perché bisogna considerare che il suo territorio comprende anche 200 vulcani conosciuti, dei quali 30 eruttano in media ogni 5 anni, con le annesse solfatare, geyser, ecc. che, fra l’altro, consentono il teleriscaldamento di tutta l’isola. In più la presenza della corrente del Golfo, permette di avere un clima più mite di quanto si possa pensare. Comunque è sempre dietro l’angolo, data la rapida mutevolezza del tempo anche nel corso della stessa giornata, umidità, piovosità e vento fortissimo.
Un’altra peculiarità: nell’isola non esistono praticamente alberi; le foreste sono state distrutte nel corso degli anni dai vari invasori per ragioni di sopravvivenza. Il rimboschimento è in corso di attuazione, ma le caratteristiche chimiche del terreno ed il vento non consentono una facile crescita e i pochi esemplari di una certa dimensione (comunque mai superiore ai 15 m) sono indicati da segnali turistici come monumenti nazionali.

Quindi per l’Islanda situazioni estreme, una natura con manifestazioni violente che la popolazione si è attrezzata ad affrontare non senza sacrifici.
Ghiaccio e fuoco in una contrapposizione continua, che caratterizzano il paesaggio islandese e lo rendono incredibile nella sua unicità.
Un paradiso per i fotografi che troveranno situazioni limite: il bianco abbacinante dei ghiacciai, il nero profondo della lava, i gialli e i rossi delle ceneri vulcaniche, i colori accesi delle case, il verde smeraldo dei laghetti vulcanici, il blu dell’oceano, le varie tonalità dei fanghi ribollenti.
Quando piove invece tutto diventa grigio ed uniforme, ma basta un colpo di vento ed in pochi minuti uno squarcio di sole “dipinge” situazioni cromatiche di grande impatto emotivo.
Il tutto fotografabile (in estate) per quasi 24 ore al giorno!
In questo paradiso naturalistico non può mancare una fauna altrettanto interessante: così non è difficile incontrare i pulcinella di mare, le foche, i cigni, le balene, ecc.
Per concludere in nessun altro luogo come in Islanda esiste un legame così profondo tra la natura ed il paesaggio.

CONCLUSIONI

Il viaggio è un soggetto fotografico abusato. Molto difficile poi dare interpretazioni personali, senza averne il tempo necessario, come avviene nella stragrande maggioranza dei casi.

Per il viaggio in Islanda qui illustrato invece, per la varietà dei soggetti e delle situazioni climatiche, per la libertà negli spostamenti che, pur con il vincolo delle tappe programmate, consentono un’ampia personalizzazione dei percorsi, è possibile darne una visione personale, al di sopra degli stereotipi della pura documentazione di viaggio.

Il soggetto fotografico praticabile è quello della foto naturalistica in generale, e in particolare del paesaggio.
In Islanda il fotografo troverà tutte le situazioni possibili per rappresentare il paesaggio nelle sue molteplici manifestazioni.

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